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La storia di Setteville di Guidonia

Nel ricordo dei primi abitanti l’attuale frazione di Setteville era un mandorleto.
Lo fu sino agli inizi degli anni 70’, quando cominciarono ad apparire i primi palazzi lungo la via Tiburtina.
In età romana qui sorgevano grandi ville, probabilmente circondate da vigneti e oliveti. Resti di ville e di piccole necropoli si trovano dappertutto. Se ne possono ammirare, di un certo interesse, anche nel museo della chiesa parrocchiale, in un piccolo sito archeologico mantenuto con raro decoro.
Il medioevo e l’età moderna disseminarono queste campagne di castelli e di palazzotti fortificati, lasciando che le colture agricole fossero quelle tipiche del pascolo e del latifondo; agricoltura povera dunque, ma che in compenso conservava la dolcezza tipica della campagna romana.
Dal punto di vista religioso la zona fu parrocchia di ( pensate un po’) di San Lorenzo fuori le Mura, fino alla prima guerra mondiale, quando, sorta Settecamini, entrò a far parte del territorio della nuova istituzione, anche se la cura pastorale restò affidata ai giovani sacerdoti studenti nelle università romane che la domenica prestavano servizio in cappelline sparse ora non sempre facilmente rintracciabili.
Anche i pochi abitanti di Setteville, dunque, per circa un mezzo secolo, furono parrocchiani di Settcamini.
Il quadro mutò a cavallo tra il finire degli anni 60’e i primi del decennio successivo. Insieme con i primi palazzi, apparvero infatti anche tra sacerdoti venuti dal nord, precisamente dal Monferrato. Era l’ottobre 1969. Da allora tutto il territorio ora comprendente Case Rosse, Setteville, Setteville Nord e Marco Simone, costituì una vice-parrocchia alle dipendenze di Settecamini. Il responsabile della vice-cura fu don Carlo Imarisio, che cominciò a celebrare la Messa in un negozietto, dando contemporaneamente inizio a una serie di attività che amalgamassero il tessuto sociale frammentato e senza punti di riferimento. Nacque così la “ Fratellanza” della gioventù locale che di cattolico aveva qualcosa; molto più si caratterizzava come occasione di coagulo socio culturale, creando le premesse d’un centro abitato che non fosse soltanto uno spersonalizzato dormitorio di periferia. Il 4 luglio 1973 tutta la zona menzionata sopra divenne ufficialmente parrocchia. Intanto si era passati dal negozietto a una sorta di magazzino-supermercato-garage, abbellito alla meglio e adibito come nuovo ufficio di culto.
I sacerdoti vivevano in alcune stanze ricavate al piano superiore. Tutto era povero e precario. Si disse e si scrisse che ciò valeva per il momento; sarebbe stata una fase di passaggio breve. Durò fino a Natale 1999. Del resto siamo a Roma, che è città eterna. In questi tre ultimi decenni del secolo la parrocchia fece moltissimo, assicurando non solo la cura religiosa della popolazione ma anche una vasta opera caritativa, ricreativa e con lo stabilire relazioni sociali minime. Insomma come sempre nella storia, la Chiesa all’occorrenza supplisce lo Stato quando e dove esso manca. Così fu creato un asilo, un’area ricreativa, momenti di incontri, di feste e di gite, tutte cose che richiedevano energia, pazienza, capacità inventiva, insomma la forza di donare un po’ della vita. Che fosse così apparve chiaro a tutti durante il funerale di don Carlo Imarisio, primo parroco, si dovette allestire in fretta in piazza , il palco su cui collocare il feretro, venne il card. Ruini e la piazza fu gremitissima. E al momento della morte non si vede lo spessore morale e spirituale di una persona.
Don Carlo aveva dato 25 anni della sua vita a Setteville, nella fase faticosa e tumultuosa del suo nascere e del suo primo organizzarsi. Intanto lo sviluppo edilizio, impetuoso quanto disordinato, aveva aveva disseminato di case e di palazzi l’intero territorio, così che nel 1983 Case Rosse si rese indipendente da Setteville, diventando parrocchia autonoma.
Nel 1989 facevano lo stesso i due consorzi edilizi di Settevile Nord e Marco Simone. Setteville restava sola e più piccola, ma con la funzione di cerniera del tutto, disponendo di banche, di scuole, di servizio postale, negozi e farmacia. Un accelerazione di ritmo avvenne nel Natale del 1999 con l’inaugurazione e consacrazione della nuova chiesa, un complesso monumentale bello ed efficiente.”
Scritto da Don Gino Parroco di Setteville –